“Tempo di seconda mano” di Svetlana Aleksievič

L’Urss e la storia del congedo dall’epoca sovietica raccontata agli Europei da Svetlana Aleksievič

 

Era l’agosto del 1991 quando ci fu il cosiddetto “Putsch di agosto”, così chiamato dagli stessi sovietici, il colpo di stato organizzato da alcuni membri del governo per deporre Michail Gorbacev e ristabilire il recente ordine che si stava sgretolando dopo le riforme avviate dalla perestrojka.

El’cin, Boris Yeltsin, mentre Gorbacev era in vacanza a Foros in Crimea, guidò la rivolta contro il Putsch e presto si prese tutti i vantaggi della reazione popolare conquistando la presidenza, sciogliendo il partito comunista e – fra l’agosto e il settembre – permettendo alle varie Repubbliche sovietiche di proclamare, una dopo l’altra, l’indipendenza.

Era il 19 agosto quando il putsch cominciò, il 21 agosto quando finì. E io ero là per caso, con i miei genitori, avevo 19 anni, in gita di piacere. Alle 2 di notte, a coprifuoco finito, ero in Piazza rossa, con molta gente.

È per questo che volentieri parlo di questo libro di Svetlana Aleksievič – esperta giornalista di padre bielorusso e madre ucraina – che sembra scritto di prima mano, come nascono i fiori a primavera, senza i filtri stilistici che spesso opprimono la narrativa più diffusa in libreria.

Un libro-documento, che certo orienta il lettore a una lettura passionale della storia del congedo dall’epoca sovietica, con aneddoti e racconti di vita quotidiana anche familiari, come l’assoluta centralità delle cucine sovietiche nelle chiacchiere e nei commenti politici, unico luogo di libero scambio di libere idee.

Un libro-storia, perché ben congegnato, con un ricchissimo apparato di note che colma tutte le lacune che qualsiasi lettore porta con sé, tanto più di una storia non sua, e anche dotato di una sintetica cronologia della storia del dopo Urss, dall’89 alla prima guerra in Cecenia fino alle manifestazioni contro i brogli elettorali attribuiti a Putin nel 2011.

È un libro che proietta noi europei in un mondo che all’epoca Europa non era e che oggi lo è diventato. E lo fa con le parole della gente, raccolte per strada e portate a scrittura. L’URSS è nel nostro immaginario, un po’ come la religione cattolica, nessuno che abbia la mia età ne può prescindere.

Non so come è per chi ha meno di quarant’anni, ma so che cosa è l’URSS per la mia generazione post-ideologica, come quella di Renzi, nata dopo il ‘68, lontanissima dall’aver vissuto dal vero le ideologie del novecento, vicinissima ai simulacri del nostro presente. Abbiamo fatto appena in tempo, noi, a vivere il crollo di quelle ideologie. Svetlana Aleksievič ci racconta – credo – l’URSS vista certo da Mosca, capitale simbolo e madre dell’homo sovieticus, ma anche dai suoi satelliti, da dove la Russia è oggi uguale a Putin e non ha più nulla di simile alla terra di prima.

 

E quando hanno annunciato che i putschisti erano stati arrestati, abbiamo cominciato ad abbracciarci, eravamo al colmo della felicità!… Un uomo vicino a me ha tirato fuori un pacchetto di biscotti: “Qualcuno ne vuole?” E tutti si servono. Chissà perché ridiamo. Si ha voglia di un biscotto… si ha voglia di vivere! Ancora oggi sono felice di essere stata laggiù. Con mio marito, con i miei amici. A quel tempo eravamo tutti ancora molto sinceri.

 

In questa breve citazione lo spirito di questo libro, che ci trasporta con schiettezza nelle parole dei suoi protagonisti, popolari e comuni, e che ci fa costantemente ricordare in ogni fatto storico narrato (e sono numerosi) i valori dell’amicizia e dell’amore, cosa non da poco. L’autrice ci ricorda ancora una volta che anche nel peggior male c’è chi ha vissuto profondamente del bene e ci narra di questi particolari emotivi e intimi, con insistenza inusuale per noi veri occidentali, che viviamo i nostri sentimenti spesso con una sottile patina di colpa.

Come un pendolo ogni narratore “vero russo” del libro osserva la Russia di oggi, dove sono comparsi non solo i biscotti, ma anche “cento, mille tipi di salame!” e ancora e ancora si interroga sul suo passato, su quei tre giorni che potevano fermare la storia e non l’hanno fatto, come era ovvio.

Iacopo

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Autrice: Svetlana Aleksievič
Titolo: Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del Comunismo
Casa editrice: Bompiani (collana Overlook)
Formato di lettura: cartaceo
Prezzo cartaceo: 24 euro
Prezzo eBook: 9,99 euro

 

 

 

Iacopo Basagni

Iacopo lavora nell’editoria scolastica occupandosi di libri umanistici per le scuole superiori. Di formazione classica, si è sempre appassionato alle vicende contemporanee, studiando in particolar modo la percezione dell’immigrazione nei media. Appassionato di letteratura gialla, Henning Mankell è il suo autore preferito. Crede fermamente in un continuo rapporto di scambio fra i modelli letterari del passato e la forza dirompente del presente.

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