“Non per un Dio ma nemmeno per gioco” di Luigi Viva

– Vita di Fabrizio De André

Adesso stiamo vivendo questo gran tormento sulla perdita di valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Infatti io penso che non è che i giovani d’oggi non abbiano valori, hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capire bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri. Tutto questo per dire che io non ho nessuna verità assoluta in cui credere, che non ho nessuna certezza in tasca e, quindi non la posso regalare a nessuno e va già molto bene se posso regalarvi qualche emozione.

Luigi Viva è un giornalista e conduttore radiofonico, amico di Fabrizio De André. Nel 1992 prende forma il suo progetto di scrivere della vita del famoso cantautore. Sarà lo stesso De André a dargli l’autorizzazione e indicargli le persone da intervistare, oltre a lui, naturalmente, voce narrante principale. Ne viene fuori un’opera straordinariamente intensa, viva e umana. Coinvolgente.

Luigi ricostruisce la vita di Fabrizio come un mosaico, tassello per tassello, raccogliendo le testimonianze di famigliari, amici famosi e non, colleghi e artisti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e collaborare con lui. Determinante il contributo di Fabrizio e i suoi interventi: leggendo il libro, è come sentire la sua voce corposa e calda, la stessa che scalda i cuori quando ascoltiamo le sue canzoni.

Della vita di Fabrizio viene narrata l’infanzia felice nella cascina di campagna a Revignano D’Asti, le scorribande giovanili nella Genova dei carruggi, l’amicizia con Paolo Villaggio, il difficile rapporto col padre e il contrasto con le sue origini borghesi, il fratello Mauro, gli esordi come artista e gli studi, le idee anarchiche, il successo, Puny, Cristiano, Dori Ghezzi, la tenuta in Sardegna e il sequestro, Luvi, tutta la sua carriera e le canzoni, le collaborazioni con gli altri cantanti e musicisti… c’è tutto in queste pagine, soprattutto l’infinita umanità di Fabrizio, per nulla scalfita dal successo e dalla fama o da un episodio traumatico come il sequestro; anzi, proprio raccontando questa occasione drammatica rivelerà tutta la sua umanità, dimostrando compassione e perdono verso i carcerieri.

Dietro la scorza dura di “burbero genovese”, con quel carattere un po’ aspro e selvatico che talvolta poteva farlo sembrare antipatico e inavvicinabile, si celava una sensibilità fuori dal comune e una capacità innata di amare e spendersi per gli altri. Bravo Luigi Viva a mettere insieme tutto quanto, dando una visione ampia e completa del personaggio, evidenziandone anche i lati oscuri.

Dal lavoro di Luigi Viva emergono anche i tratti caratterizzanti della poetica di De André, come l’amore per la natura e le sue creature, sviluppatosi negli anni giovanili a Revignano d’Asti, determinante per accentuare la sua vocazione bucolica. Così come è stata determinante Genova negli anni dell’adolescenza. Fabrizio frequentava e viveva la Genova dei carruggi, degli ubriaconi e delle prostitute, la Genova degli “ultimi”, più volte citati nelle sue canzoni. Il tutto era in contrasto con le sue origini borghesi, che egli stesso non amava; preferiva la strada, frequentava luoghi di vita “vera” e “viva”, era sensibile ai problemi dei “diversi” e degli umili, fra loro trovava quella solidarietà e quel calore umano che invece non riscontrava negli ambienti borghesi. Proprio da questo “humus di vissuto” nasceranno i suoi capolavori, la sua grande realizzazione musicale che ha lasciato un segno indelebile nella storia della canzone italiana. Nel libro viene riportata tutta la sua carriera, seguita passo dopo passo nei vari avvicendamenti di case discografiche e collaboratori.

Gli stati d’animo e le emozioni sono sempre stati fonte d’ispirazione per Fabrizio, sempre abile a trasformare in musica e parole tutto ciò che gli veniva dal cuore. Nel lavoro ha sempre dimostrato grande professionalità e un perfezionismo talvolta esasperato, nella cura dei dettagli, della singola nota o parola, ma ha sempre avuto ragione lui, riuscendo ogni volta a stupire ed emozionare con i suoi brani. Questa sua scrupolosità e severità nell’impostare ogni lavoro è testimoniata dai vari artisti che hanno collaborato con lui e che intervengono nelle pagine di questo libro. Ognuno di loro mostra orgoglio e soddisfazione per aver lavorato al suo fianco, la sua grandezza è universalmente riconosciuta. Ma c’è un’altra cosa ben più rilevante: tutti esaltano la sua bellezza interiore, la sua capacità d’amare e, soprattutto, la sua generosità. Fabrizio non a caso, nella scelta degli artisti con cui collaborare, privilegia il lato umano: prima deve piacergli la persona, poi il professionista.

De André, infatti, si è contraddistinto anche per la grande umiltà, dote che spesso lo ha portato al confronto con altri artisti. Egli stesso ha scoperto e lanciato giovani promettenti che poi avrebbero avuto brillanti carriere. Fu il primo a caldeggiare le collaborazioni con altri grandi della musica, in un periodo in cui in Italia, a differenza di quanto accadeva negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, «la mancanza di umiltà induceva le nostre piccole star a starsene rintanate, coccolate dalla loro piccola corte». Vedeva il confronto come una possibilità di migliorarsi, di arricchirsi.

La sua umiltà non gli ha mai fatto dimenticare gli amici degli anni giovanili a Genova, come la “cricca di casa Repetto”, o l’affetto per Emilio, il mezzadro della cascina dei De André a Revignano d’Asti, che con la sua famiglia tanto è stato importante per Fabrizio, avendogli insegnato il rispetto e l’amore per la natura. Affetti che De André ha custodito gelosamente, per nulla condizionato dal fatto di essere un cantante all’apice del successo, senza dimenticare il passato, i valori veri e genuini di quelle persone semplici e umili, sempre portate nel cuore.

È dovuto un sentito ringraziamento a Luigi Viva: grazie al suo lavoro è stato come passare una serata con Fabrizio, seduto a un tavolo con la chitarra sulle ginocchia, la sua immancabile sigaretta e un bicchiere di whisky, e ascoltarlo mentre racconta la sua vita.

     Autore: Luigi Viva
     Titolo: Non per un dio ma nemmeno per gioco
     Casa editrice: Feltrinelli (Universle economica)
     Collana: Vite narrate
     Prezzo: 8,50 euro
     Formato di lettura: cartaceo

Sergio Pepe

Nel suo cuore albergano tre grandi amori: il calcio, i libri e il mare. Ragioniere di professione e lettore instancabile per passione, ama cimentarsi in particolare in letture impegnate che riescono a mettere in discussione le umane certezze.

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