“Mar del Plata” di Claudio Fava

Difendere la libertà a ogni costo. L’Argentina di Videla, il rugby e l’amicizia nella (vera) storia del Mar del Plata, raccontata da Claudio Fava

 

“Sarà una carneficina, Raul”
“Non abbiamo fatto nulla”
“Avete vent’anni. Vi ammazzano perché non conoscono i vostri pensieri e questo li fa impazzire”

 

Argentina, 1978, una nazione in balia di un regime criminale e sanguinoso. È qui che si svolge la vicenda narrata in Mar del Plata da Claudio Fava, giornalista, scrittore e politico, sceneggiatore del film I cento passi. È la vera storia del Mar del Plata, una squadra di rugby che negli anni del governo militare di Videla domina la scena nazionale grazie a dei giocatori, forti e tenaci, con il rugby nel sangue e nel cuore tutti i valori che uno sport di squadra è in grado di trasmettere. Ed eccoli i nostri protagonisti: Passarella, allenatore burbero e severo, Pablo, il postino, il Turco, che lavora in conceria, Mariano, il fornaio, Raul, Otilio, Javier, Gustavo e Santiago.

Un giorno la polizia piomba in casa di Javier detto “Il Mono” e lo arresta. Verrà ritrovato due giorni dopo cadavere, restituito dalle acque del fiume Rio de La Plata. Perché in quegli anni in Argentina è così che funziona: il regime elimina tutti quelli che ritiene propri oppositori, dunque comunisti, intellettuali, professori, studenti, sindacalisti, operai, omossessuali… Javier “aveva la colpa” di essere membro dell’Unione Studentesca e di aver partecipato a una manifestazione contro il Ministero.

La sua morte naturalmente sconvolge la squadra. Quanto accaduto smuove la coscienza di questi ragazzi, per lo più giovanissimi. Non possono restare indifferenti di fronte all’assassinio di un compagno, non possono accettare il fatto come fosse un incidente di percorso, voltarsi dall’altra parte e fare finta di non vedere. In nome di quale Patria si può uccidere? Giustiziare arbitrariamente ed efferatamente un giovane rugbista con l’unica colpa di avere avuto delle idee?
Nonostante il clima di morte che aleggia sulla squadra e sull’Argentina, dilaniata dalle violenze, i ragazzi del Mar del Plata decidono di non aver paura e di non lasciarsi vincere dall’omertà. Decidono di affrontare i militari rimanendo uniti e di scuotersi dal torpore che avvolge il Paese.

Qualche giorno dopo la morte del Mono infatti la squadra gioca in campionato. I ragazzi pretendono e ottengono un minuto di silenzio in memoria del compagno scomparso, ma quel silenzio dura molto più di un minuto, prolungandosi per un tempo all’apparenza infinito, coinvolgendo emotivamente anche i tifosi. Quel lungo silenzio viene visto come una provocazione contro il governo dal capitano Montonero, un ex arbitro zoppo e ricurvo, ora ufficiale dell’esercito, presente alla partita. Da quel momento i militari cominciano a perseguitare, uno a uno, tutti i componenti della squadra. La paura è tanta e le minacce si susseguono, la Giunta militare vuole sbarazzarsi a tutti i costi di quei giocatori scomodi e dà loro l’opportunità di fuggire all’estero per salvarsi. Ma i ragazzi rifiutano, decidendo di rimanere e affrontare il pericolo in nome della libertà.

Il libro letteralmente si beve. Claudio Fava è bravissimo a far vivere i fatti al lettore come se fosse in prima persona dentro alla storia, a descrivere il terrore che i militari avevano portato tra la gente. Le persone erano anestetizzate, assuefatte alla violenza, abituate a non pensare, a non vedere. Si parlava sottovoce e, anzi, se non si parlava era meglio. L’anormalità era diventata normalità. La Giunta militare aveva terrorizzato con violenza e repressione tali da creare un popolo di fantasmi, insensibili e indifferenti a tutto, anche agli eventi più disumani.

È commovente la dignità di questi giovani. Loro sì che hanno combattuto per la Patria. Perché l’Argentina è Raul, leader della squadra, che ama alla follia il rugby e la sua Teresa. L’Argentina sono Mariano e Il Turco, che partecipano a una riunione sindacale. L’Argentina è Passarella, il burbero mister che vuole proteggere i suoi ragazzi che hanno il fuoco dentro provando a farli pensare solo ad allenarsi. L’Argentina non è Montonero, non sono i militari con le Falcon nere, non è l’ESMA… la Patria non sono loro. Quale Patria scanna i propri figli?

Le vittime civili del regime militare argentino sono state più di trentamila, fra morti accertate e Desaparecidos. Intere generazioni spazzate via, con lo strascico di centinaia di figli tolti alle madri e dati in adozione illegale ai militari. Tutto questo orrore si è consumato appena quaranta anni fa.

La dittatura in Argentina è un evento storico tanto vicino a noi ma che spesso, nelle scuole, viene tralasciato o trascurato per mancanza di tempo. La lettura di libri come questo di Claudio Fava dovrebbe essere resa obbligatoria per i ragazzi, perché le nuove generazioni del mondo conoscano e mantengano viva la memoria di quanto in essi è raccontato. E perché la storia non sia solo una “noiosa” materia da studiare, ma un modo efficace di trasmettere i grandi valori civili e morali su cui si fonda la libertà per cui sono morti anche tanti giovaniMar del Plata ci fa riflettere proprio su questo, sul coraggio e anche su noi stessi, su quanto spesso di fronte alle ingiustizie non abbiamo la forza di essere coraggiosi, scegliendo la via più facile e comoda, a discapito di quella che sarebbe più giusta.

 

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La Plata, la squadra di rugby decimata dai militari del governo di Videla.

 

Autore: Claudio Fava 
Titolo: Mar del Plata
Casa editrice: ADD Editore
Formato di lettura: cartaceo
Prezzo cartaceo: 13,00 euro
Prezzo eBook: 3,99 euro

 

Sergio Pepe

Nel suo cuore albergano tre grandi amori: il calcio, i libri e il mare. Ragioniere di professione e lettore instancabile per passione, ama cimentarsi in particolare in letture impegnate che riescono a mettere in discussione le umane certezze.

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