“L’amica geniale” di Elena Ferrante

 

L’avevo anticipato sulla pagina Facebook del blog qualche tempo fa, e adesso eccomi qua. Voglio finalmente consigliarvi un libro che ho nel cuore da un po’ di tempo e che purtroppo ho avuto modo di leggere solo di recente, nonostante sia stato edito nel 2011. Mea culpa. Si tratta dello straordinario romanzo di Elena Ferrante, L’amica geniale. In questo periodo, tra l’altro, tira aria di Strega e la Ferrante è entrata a pieno titolo nella lista dei 12 finalisti con Storia della bambina perduta, ultimo volume della tetralogia. Staremo a vedere quest’anno chi vincerà, ma personalmente spero che l’ambito premio sia assegnato proprio a lei.

Bisogna ammetterlo, in fondo è quasi un dato oggettivo. In area italica pochi libri possono reggere il confronto con questo (che si può leggere a oggi, badate bene, in 25 paesi del mondo. 25, non sono mica scherzi). È solo il mio modesto giudizio, ma credo che si possa dire. Vuoi perché un’opera di così ampio respiro, di così vasta profondità non è esattamente comune da trovare in libreria al giorno d’oggi. Vuoi perché il modo di scrivere e di narrare della Ferrante – chiunque si nasconda dietro questo nome di penna – è così avvincente nella sua precisione e intimità che, leggendo, si percepisce subito di essere di fronte non solo a una grande narrazione, ma anche a una grande narratrice.

Ho pensato a lungo alle parole giuste per consigliare questo libro. Giuro che ci ho pensato e ripensato. Poi ho capito che in realtà il modo migliore per farlo è non usare alcuna parola. Se si cerca di parlare di un romanzo così, le parole non possono che essere riduttive. E banali.

Posso spiegarvi brevemente la trama, riempire una pagina infinita di belle parole sul libro e sull’autrice, ma niente potrà mai valere quanto avere tra le mani il libro e leggerlo. L’emozione di una lettura stupefacente non si descrive facilmente, ma si riconosce quando si prova.

L’amica geniale, infatti, è molte cose insieme che difficilmente si riescono a condensare: L’amica geniale è un romanzo sociale ma anche individuale, una saga familiare e collettiva, ma è anche un romanzo di formazione, un Bildungsroman ambientato a partire dagli anni Cinquanta in un rione della periferia di Napoli, dove la povertà e l’ignoranza sono legate a doppio filo con la violenza. Un rione entro cui si muovono numerosi personaggi con il loro bagaglio di complessità e meschinità, e da cui l’unica via di uscita sembra essere il prevaricare l’altro, con la ricchezza o con la violenza, se non con entrambe le cose.

Protagoniste di questa storia di vita, dalle molteplici sfaccettature, sono Elena Greco, detta Lenù, e Raffaella Cerullo, detta Lila. Le due amiche si conoscono da piccole e il loro rapporto inizia fin da subito a configurarsi come incontro-scontro: amiche-nemiche unite dal confronto. Lenù si sente insicura di fronte a Lila, che è forte e risoluta, ostinata e selvaggia. E molto intelligente. Si sente sempre un passo indietro, ombra dell’irraggiungibile e indomabile Lila, per cui tutto è sempre facile:

 

Forse devo cancellare Lila da me come un disegno sulla lavagna, pensai, e fu, credo, la prima volta. Mi sentivo fragile, esposta a tutto, non potevo passare il mio tempo a inseguirla o a scoprire che lei mi inseguiva, e nell’un caso e nell’altro sentirmi da meno.

 

Lenù e Lila cresceranno nel confronto reciproco, tra vicinanza e lontananza, e nel rispetto reverenziale che l’una ha per l’altra, anche se ben presto sceglieranno due strade diverse per emergere dalla vita gretta del rione. Un legame molto complesso, il loro, che presto diverrà forte, solido, e che, sebbene talvolta difficile, durerà una vita intera.

Il primo volume della tetralogia si conclude con le due protagoniste sedicenni, narrandone l’infanzia e l’adolescenza. La voce narrante è quella di Elena che, ormai vicina ai settant’anni, inizia a ripercorrere con scrupolosa precisione la storia della sua amicizia con Lila, scomparsa senza lasciare traccia di sé, come se volesse punirla di un tradimento, come se volesse rendere immortale la sua esistenza a dispetto di lei, che invece ha desiderato cancellarla. Ma perché?

Sulla vera identità di Elena Ferrante è inutile soffermarsi. Anche perché non servirebbe assolutamente a niente. Il mistero di questa scrittrice senza volto affascina ma va bene che rimanga un mistero. Ciò che conta sono i libri, e non chi li scrive. «Io credo che i libri non abbiano bisogno dei loro autori. Se hanno qualcosa da raccontare, troveranno presto o tardi dei lettori», dice la Ferrante. Non ha ragione?

 

          Autrice: Elena Ferrante
          Titolo: L’amica geniale
          Casa editrice: Edizioni e/o
          Anno: 2011
          Prezzo: 18 euro

Benedetta Mannelli

Laureata in Lettere e aspirante informatica, ha un unico grande amore: i libri. Editor e blogger, ama rifugiarsi altrove, in mondi di carta (o pixel) che sanno regalarle emozioni uniche. Che cerca di trasmettere con i suoi consigli di lettura. Per questo nel 2014 ha aperto Rifugiarsi altrove: per condividere una passione.

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