Io, una presentazione, un libro e Chiara Gamberale

Questa settimana, precisamente giovedì 27, mi sono ritagliata un’ora di tempo, nel tardo pomeriggio, per assistere alla presentazione del nuovo romanzo di Chiara Gamberale, Adesso (Feltrinelli). Dopo la folgorazione avuta con la lettura de Le luci nelle case degli altri questa estate, come facevo a ignorare il fatto che l’autrice, giovedì, sarebbe stata in una libreria della mia città, proprio lei in persona, a presentare il suo nuovo romanzo?

Semplice! Non potevo.

Mi sarei mangiata le mani tutta la vita se non fossi stata presente.

E niente. Voglio condividere con voi questa esperienza perché è stata semplicemente straordinaria. Chiara Gamberale è stata semplicemente straordinaria. Inutile girarci intorno, lei mi ha folgorato tanto quanto il suo libro. Bravissima anche la presentatrice, Cecilia, una ragazza brillante e simpatica, che è riuscita a mettere tutto l’amore del mondo nel parlare di Adesso. Sono rimasta davvero, davvero entusiasta. 

Spesso, nei lettori, il timore che il proprio autore del cuore possa rivelarsi una delusione rispetto alle aspettative è forte. Non so se per voi è così, ma io ricamo spesso su come un autore sia, se un suo libro mi è piaciuto molto. È così: un lettore si fa un’idea ben precisa di come sia un autore che ama, e non c’è cosa più bella dello scoprire che l’autore in questione non è soltanto come se lo è immaginato, ma è anche meglio!

Così è stato per me con la Gamberale. 

Ammetto, non ci ho parlato, né le ho fatto firmare la mia copia de Le luci nelle case degli altri perché era tardi e c’era una quantità di gente in fila niente affatto trascurabile. Ok. Va bene. La dico tutta così com’è, anche se non ne vado fiera: la verità è che nella fretta di uscire di casa mi sono scordata di portare con me il libro. Amen. 

È andata proprio così e mi detesto per questo. Sono proprio un irrecuperabile disastro (faccina abbattuta)! Ma magari ci saranno altre occasioni, chissà, per farselo autografare. La speranza è l’ultima a morire, sempre.

Quel che è certo è che, finita la presentazione, il primo impulso che ho avuto è stato quello di andare da lei e dirle “Carissima Chiara, adesso che hai finito, andiamo a fare un aperitivo insieme?”. Perché sai, ho la sensazione che potrei discutere di un sacco di cose interessanti, con te, avrei aggiunto, implorandola con i cuoricini negli occhi di non prendermi per pazza e dirmi di sì.

Così. Come se la conoscessi da una vita. Se fossi un po’ più incline a seguire le mie follie invece di reprimerle, ogni tanto, magari lo avrei fatto davvero.

Perché è così che la percepisci, Chiara Gamberale, come se fosse la persona più simile a te sulla faccia della terra e non una scrittrice riconosciuta, con all’attivo numerosi romanzi, tradotti in molte lingue, numerose collaborazioni con nomi noti e importanti del mondo editoriale e dello spettacolo e molto altro ancora. Un curriculum mostruoso, il suo, nel senso buono del termine, che farebbe “scolorare” chiunque, anche il più sicuro di sé. E invece in lei niente lascia trasparire tutto questo. Ed è una cosa apprezzabile.

L’impressione che ho avuto di lei è stata quella di una persona onesta, trasparente, pulita. Così come onesti, trasparenti, puliti sono i suoi romanzi. Le qualità per cui l’ho apprezzata in Le luci nelle case degli altri (se volete scoprire qualcosa di più su questo libro, cliccate qui) le appartengono e come logica conseguenza traspaiono nei suoi libri, diventandone la caratteristica più esclusiva.

Proprio per queste rare qualità sono certa che l’apprezzerò sempre di più come autrice, mano a mano che approfondirò la conoscenza delle sue opere. Ho intenzione di leggerle tutte, dalla prima, pubblicata poco più che maggiorenne, Una vita sottile, all’ultima, Adesso, appunto, uscita a febbraio di quest’anno. Sono certa che a ogni romanzo me ne innamorerò a poco a poco sempre di più.

Non è facile trovare qualcuno che riesca a trasmettere scrivendo il senso di intima verità al suo grado di onestà, umana e sentimentale. E con quale precisione ci riesce! Il mix di esattezza, profondità e semplicità che lei è in grado di ottenere mi ammutolisce. Mi sconvolge, mi coinvolge, mi stordisce e mi innamora. Perché scrive di cose difficili in modo cristallino. Ci costringe, leggendola, a un faccia a faccia inevitabile e terapeutico con noi stessi.

Chiara Gamberale è da ammirare per questa bravura, che va scoperta facendo attenzione, guardando bene cosa ci sta dentro e intorno alle sue parole, ai suoi personaggi, alle sue storie. Perché il suo talento non è fatto di grossi paroloni a effetto comprensibili a pochi.

Lei scrive di tutti noi, del nostro cuore, del nostro intimo più autentico. Per questo motivo rinnovo l’invito a leggerla: ritengo che leggere i suoi romanzi sia un po’ come fare pulizia emozionale, fare il punto della situazione con noi stessi e il nostro stato emotivo. Mettersi a nudo, vedendoci riflessi in maniera sconcertantemente terapeutica nelle loro pagine. Senza sconti.

 

Benedetta Mannelli

Laureata in Lettere e aspirante informatica, ha un unico grande amore: i libri. Editor e blogger, ama rifugiarsi altrove, in mondi di carta (o pixel) che sanno regalarle emozioni uniche. Che cerca di trasmettere con i suoi consigli di lettura. Per questo nel 2014 ha aperto Rifugiarsi altrove: per condividere una passione.

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