“Il cartello” di Don Winslow

Il cartello di Don Winslow
La droga del Messico e i fantasmi dell’occidente

 

Il Cartello di Don Winslow, scrittore e registra teatrale e televisivo statunitense, di New York, si apre con la dedica a più di 100 giornalisti assassinati o scomparsi in Messico soltanto nel tempo di scrittura del libro. Su Repubblica il 10 gennaio di quest’anno lo stesso Winslow denuncia la morte di più di 100 sindaci dal 2005 al 2015, colpevoli soltanto di non essere allineati ai cartelli della droga, fra cui fa scalpore ancora la recentissima scomparsa di Gisela Mota, 36 anni, il 3 gennaio 2016.

Con queste premesse vi consiglio di leggere Il Cartello: un libro su cui è già stato scritto molto, su molti giornali, definito dai più un “affresco epico”, degno successore del famosissimo Il potere del cane, dello stesso Winslow, e presto sugli schermi diretto da Ridley Scott. A maggior ragione per la recente vicenda di Sean Penn, indagato per la sua intervista al boss del cartello di Sinaloa, El Chapo, appena uscito dal carcere. El Chapo era accompagnato da un’attrice messicana, Kate de Castillo, per questo indagata anche lei.

Ecco, senza entrare nel merito delle inchieste, il punto è che è tutto vero. La narrazione della letteratura è la realtà, anzi è cronaca. E qui entra in gioco l’epica di Winslow, forse un altro modo per esorcizzare il male, da cui il successo dei suoi libri e delle sue tematiche. Leggiamo insieme uno stralcio sul protagonista buono, agente della Dea:

Art Keller è un cane sciolto, non fa gioco di squadra, ha un obiettivo personale, è troppo coinvolto emotivamente, i messicani lo odiano, è troppo pericoloso. […] Keller è diventato un blues, uno dei perdenti di Tom Waits, uno dei santi di Kerouac, un eroe di Springsteen sotto le luci delle autostrade americane e il neon dei locali.

E poi leggiamo uno stralcio sul protagonista cattivo, Adàn Barrera, l’equivalente di El Chapo:

Guardando sua figlia che viene calata sottoterra, Adàn solleva le mani ammanettate in un gesto di preghiera. […] . Ora tutto è finito. L’unico futuro è il passato. Per l’uomo che ha perso la sua unica figlia, tutto ciò che sarà è ciò che è già stato. […]. Due milioni di dollari, in contanti. All’uomo che ucciderà Art Keller.

Due eroi a confronto che sono due mondi a confronto, come in Sfida all’O.K. Corral, Burt Lancaster e Kirk Douglas contro i Clanton, il bene contro il male, entrambi uccidono ma c’è differenza, quella del cinema.

Una forma di denuncia la cui dirompenza la paragonerei ad Harry Potter contro Voldemort. Certo, questo non è colpa di Winslow, tutt’altro, anzi è merito suo se anch’io, almeno, sono qui a parlarne. I fantasmi agitati dal libro sono però gli stessi della mistura fra belle donne e trucidi cattivi che si vedono nella versione edulcorata di Wall Street in The Wolf con Leonardo di Caprio. È la finta catàrsi dei generi, e delle soluzioni.

Ne Il Cartello non mancano ovviamente i rovesciamenti di fronte, i capi della Cia che si scoprono allineati ai cartelli della droga, il che è uguale alla realtà, come ci insegna lo stesso Winslow, quando ci racconta che parte della guerra contro i sindaci messicani ha lo scopo di impedire di far ripristinare il controllo statale – e non più locale come è adesso – sulle forze dell’ordine. Ci dice infatti: “dubito che anche se questo avvenisse ci sarebbe un grosso cambio di passo: le forze di polizia statale nel corso degli anni sono state completamente cooptate dai cartelli”.

Non manca la bellissima Magda, la donna del boss cattivo, Adàn, che in quanto cattivo ha la donna più bella e forse anche la più intelligente. Per il resto la scrittura del libro è ottima, il ritmo serrato, anche se nel complesso inferiore a Il potere del Cane, dove l’atmosfera noir era sicuramente più incisiva e definita, con un velo di tristezza che alla fine Il Cartello, come tutti i secondi tempi, non comunica.

 

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Autore: Don Winslow 
Titolo: Il cartello
Casa editrice: Einaudi
Formato di lettura: cartaceo
Prezzo cartaceo: 22 euro
Prezzo eBook: 9,99 euro

 

 

 

 

Iacopo Basagni

Iacopo lavora nell’editoria scolastica occupandosi di libri umanistici per le scuole superiori. Di formazione classica, si è sempre appassionato alle vicende contemporanee, studiando in particolar modo la percezione dell’immigrazione nei media. Appassionato di letteratura gialla, Henning Mankell è il suo autore preferito. Crede fermamente in un continuo rapporto di scambio fra i modelli letterari del passato e la forza dirompente del presente.

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