Giorno della Memoria. Letture per non dimenticare

 

L‘Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria. Primo Levi

 

È così. Eppure oggi, forse più di quanto sia accaduto in passato, nei decenni che hanno diviso gli orrori del massacro degli ebrei da noi, quel segnalibro sembra essere stato tolto. E non solo: il libro della memoria sembra iniziare pericolosamente a chiudersi. Inutile fingere che non sia così, perché ogni giorno, oggi, guardando i telegiornali veniamo costantemente aggiornati su massacri e violenze. È un bollettino di guerra e di morte che non risparmia nessuno. Non commettiamo l’errore di illudersi che non riguardi noi.

Ho visitato Auschwitz-Birkenau la scorsa estate. Credo sia stato uno dei momenti più emotivamente intensi della mia vita. Chi è stato in quel luogo di morte può capire che cosa intendo. Sono sensazioni che si trasmettono con difficoltà a chi non le ha provate. Avevo sempre rimandato il momento perché non mi ritenevo abbastanza forte per sopportare quello che avrei visto là. Bene, forte non lo sono stata perché ho dovuto combattere con forza contro me stessa per non piangere. Però l’ho fatto perché era importante, perché dovevo. Dovevo anche vedere la commozione delle persone intorno a me, così come l’ilarità di un gruppo di ragazze che, sorridendo, si facevano i selfie sui binari a Birkenau. Come se fossero in spiaggia. Pazzesco.

Anche per questo motivo abbiamo il dovere morale di difendere quello che è passato, di pretendere che ne sia conservata memoria perché non si ripetano gli stessi errori, non si sminuisca la devastante immensità di quell’orrore.

Di quell’orrore si dice spesso che vada oltre ogni umana comprensione. Eppure vi chiedo: che differenza c’è tra carneficina e carneficina? Nessuna. Oggi, proprio davanti ai nostri occhi, se ne sta consumando una nuova. Perché dobbiamo pensare che sia diverso da quanto accaduto in passato, durante la seconda guerra mondiale? Chiediamoci che cosa accadde negli anni immediatamente precedenti ad essa, che cosa portò all’affermarsi di governi estremisti, dittatoriali e xenofobi. Che cosa accadde poi agli ebrei, capri espiatori di un odio umanamente ingiustificato. Leggiamo la storia tra le righe. E poi guardiamo il mondo di oggi e proviamo a capire che cosa ci sta accadendo intorno. Non notate pericolose analogie?

Dovremmo riflettere, sempre, perché la storia è maestra di vita, ma bisogna saperla ascoltare per imparare qualcosa da lei. I libri, per fortuna, ci aiutano: sono custodi di verità che non si possono cancellare. Ve ne consiglio tre, senza però indugiare troppo sulla loro descrizione. Sono certa che potranno aiutarci a continuare a ricordare.

Thomas Keneally, La lista di Schindler (Sperling Paperback). Tutti conosciamo il film di Spielberg. Forse non tutti però sanno che è stato ispirato da questo libro. 

Valentine Goby, Una luce quando è ancora notte (Guanda). La storia della sopravvivenza di una giovane donna incinta in un campo di concentramento. Un punto di vista a mio avviso inedito per affrontare un aspetto della detenzione delle donne nei lager che spesso viene taciuto.

Lia Levi, La notte dell’oblio (Edizioni e/o). La difficoltà del dopo, il peso dell’assenza e del dolore, le ripercussioni dell’odio sulla vita di tre donne, madre e figlie.

La memoria vacilla, ma noi non permetteremo che si perda. Perché una luce deve brillare, anche quando fuori è notte.

 

Benedetta Mannelli

Laureata in Lettere e aspirante informatica, ha un unico grande amore: i libri. Editor e blogger, ama rifugiarsi altrove, in mondi di carta (o pixel) che sanno regalarle emozioni uniche. Che cerca di trasmettere con i suoi consigli di lettura. Per questo nel 2014 ha aperto Rifugiarsi altrove: per condividere una passione.

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