“L’assassino cieco” di Margaret Atwood

L’assassino cieco: un romanzo magistrale da leggere assolutamente 

 

Dev’essere tempo di letture stupefacenti, questo. Ti capita mai di passare quei periodi da assenza di ispirazione, quando nonostante tutta la tua buona volontà, torni più volte in libreria in cerca di titoli interessanti, e prontamente, ogni volta, ne esci a mani vuote? Per fortuna, a quanto pare per me non è uno di quei momenti terribili. Sono in piena ispirazione di letture e infatti sono felice.

Dopo L’amica geniale di Elena Ferrante (puoi leggere il mio consiglio di lettura qui), voglio proporti un’altra lettura altrettanto straordinaria, ovvero L’assassino cieco di Margaret Atwood, 545 pagine che si leggerebbero tutte d’un fiato, se la vita di tutti i giorni lo permettesse.

Perché secondo me devi assolutamente leggere questo romanzo? Perché L’assassino cieco è una storia che si appiccica sulla pelle e invade la mente, un libro di cui si sfogliano le pagine con impazienza febbricitante e che imprigiona senza scampo. Se lo chiudi, non vedi l’ora di riaprirlo. Un capolavoro, un’esecuzione tecnica e narrativa magistrale. A dir poco geniale.
Lo so che da tempo stavi cercando un libro così!

 

Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura volò giù da un ponte con un’automobile. Il ponte era in riparazione: lei andò dritta contro il segnale di pericolo. La macchina precipitò nel vuoto per una trentina di metri, si schiantò sulle cime degli alberi, soffici per le foglie nuove, quindi si incendiò e rotolò nell’insenatura poco profonda giù in basso. Pezzi del ponte piovvero sull’auto. Di lei non rimase più nulla, se non qualche frammento carbonizzato.

 

È con queste parole che inizia il romanzo di Margaret Atwood. Come in un puzzle perfetto, ogni pezzo della trama del romanzo punterà esattamente a questo momento: ogni parola, ma soprattutto ogni non detto tenderà a ricostruire la verità che si nasconde dietro il tragico avvenimento della morte di Laura Chase, sorella minore di Iris Chase, protagonista e voce narrante della storia, unica custode di un segreto mai svelato che però, adesso, ormai anziana e stanca della vita, ha deciso di rivelare. Con pacata pazienza e insospettabile abilità dissimulativa, ci prende per mano e ci accompagna lungo un secolo di storia, fino al sorprendente disvelamento finale.

Il romanzo, ambientato tra Port Ticonderoga, località immaginaria del Canada, e Toronto a partire dagli ultimi anni dell’Ottocento fino ai giorni nostri, si costruisce su molti livelli narrativi («è un libro nel libro nel libro», come lo descrive la Atwood), che si intersecano l’un l’altro, e alterna momenti del presente ai ricordi del passato. Iris racconta le origini della fortuna dei Chase, l’infanzia agiata grazie alla fabbrica di bottoni prima del nonno poi del padre, un uomo cambiato dagli orrori della prima guerra mondiale, incapace di veri gesti d’affetto verso la moglie e le due figlie, dedito all’alcol e alle frequentazioni clandestine.

Narra la morte della madre, descrive l’eccentrica personalità della sorella minore, Laura, una ragazza dotata di una sensibilità fuori dal comune, ingenua ma forte e determinata nelle sue convinzioni, capace di sentimenti assoluti e gesti sconsiderati. Di lei Iris dice: «era come se stesse sempre in ascolto, attenta a cogliere qualcosa in lontananza o sotto il pavimento – qualcosa che si avvicinava senza far rumore, come un treno fatto di vento». La nostra protagonista narra la loro istruzione mai davvero iniziata, il rapporto d’affetto con la domestica Reenie, che le cresce. Narra poi l’incontro con un fuggiasco comunista di nome Alex Thomas, di cui sia Laura che Iris si infatuano e che proteggono dall’accusa di aver dato fuoco alle fabbriche Chase nascondendolo in casa propria.

Narra infine l’inizio della fine del loro benessere, con il fallimento delle industrie paterne, e del suo conseguente matrimonio con il ricco e ambizioso Richard Griffen, del suo mondo dall’apparenza dorata in realtà vuoto, delle verità manipolate e della solitudine, della consapevolezza di non contare niente.

Alla storia narrata da Iris si intrecciano altri livelli narrativi: quello della cronaca del tempo, con gli articoli di giornale che accompagnano la narrazione e contribuiscono ad accrescerne il senso di realismo, e quello della storia nella storia, L’assassino cieco, ovvero il romanzo-scandalo di Laura Chase, pubblicato postumo, che racconta la storia d’amore travolgente di due amanti, lei una ricca borghese, lui un fuorilegge ricercato per le sue convinzioni politiche che si guadagna da vivere scrivendo storie pulp di science fiction, le stesse – e qui si innesta l’ultimo livello narrativo di questo puzzle straordinario – che racconta all’amante durante i loro incontri clandestini.

Non posso dirti più di questo sulla trama. Ma credimi: L’assassino cieco è un libro denso e sublime che esercita sui lettori una fascinazione magnetica. Margaret Atwood ha il dono di penetrare le cose con una precisione narrativa disarmante, di sviscerare le emozioni e metterle nero su bianco, renderle vere, pulsanti, oggettive e universali, creando con le parole suggestioni ipnotiche.

Leggendo L’assassino cieco sembra che si compia una magia: da quel susseguirsi di storie e di voci, che svelano a poco a poco non molte verità ma una sola e inequivocabile, che tendono tutte verso l’inatteso e sorprendente finale, che sta lì ad attenderci paziente, non si esce se non completamente assuefatti e storditi.

E se ancora non ti ho convinto a leggere questa meraviglia, di seguito ti propongo un interessante video, tratto da Rai Letteratura, in cui puoi ascoltare di persona la Atwood parlare de L’assassino cieco: chi meglio del suo autore può spiegare un romanzo? Margaret Atwood e “L’assassino cieco”

 

Titolo: L’assassino cieco
Autore: Margaret Atwood
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Formato di lettura: cartaceo
Anno: 2000

Benedetta Mannelli

Laureata in Lettere e aspirante informatica, ha un unico grande amore: i libri. Editor e blogger, ama rifugiarsi altrove, in mondi di carta (o pixel) che sanno regalarle emozioni uniche. Che cerca di trasmettere con i suoi consigli di lettura. Per questo nel 2014 ha aperto Rifugiarsi altrove: per condividere una passione.

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